mercoledì 30 settembre 2009

Il Congresso accende un faro su Moody's!


Oramai il termine più utilizzato in occasione del rilascio di dati statunitensi è inaspettato, ovviamente riferito a variazioni negative o meno positive di quanto ci si attendeva, così è stato per diversi dati relativi al mese di agosto e nello stesso modo è stato commentato il calo dell’indice del Conference Board che misura la fiducia dei consumatori, calato a 53,6 dal 54,5 rivisto di agosto, mentre gli analisti si attendevano un ulteriore rialzo a 57.

La maggiore preoccupazione è legata alla flessione nelle intenzioni di acquisto rilevanti, quali case e automobili, una flessione non imprevedibile alla luce del fatto che gli acquisti verificatisi nei mesi scorsi erano alquanto stimolati da due diversi programmi di incentivazione oramai venuti a scadenza.

Pur essendo lontani dai minimi segnati nel febbraio di quest’anno, quando l’indice aveva toccato un minimo poco al di sopra di 25, va ricordato che solo con un indice posto al di sopra della soglia di 90 si può parlare di ripresa, che diviene solida solo con indicazioni che si pongono al di sopra dei 100.

Se dagli effetti ci spostiamo verso le cause, è facile vedere che quella della sicurezza del posto di lavoro e delle restrizioni dell’offerta di credito sono quelle maggiormente vissute dai consumatori americani che sembrano poco inclini a credere alle continue dichiarazioni ufficiali che cercano di convincerli che il peggio sia davvero alle spalle

Il mercato azionario statunitense non ha gradito questa ulteriore doccia fredda che ha spinto al ribasso sia il Dow Jones che il Nasdaq, mentre lo Standard & Poor’s 500 è riuscito a mantenersi pressoché invariato,mentre il dollaro non è riuscito a mantenersi nella riconquistata area degli 1,45 contro l’euro.

Non è bastato un rialzo dei prezzi di vendita delle case nelle venti maggiori aree metropolitane in luglio che l’indice Standard & Poor’s Case Schiller stima nell’1,2 per cento, un rialzo che porta l’indice a 143, mentre la flessione dei prezzi delle case rispetto al luglio dell’anno precedente è del 13,3 per cento.

Ferve intanto l’attivismo del Congresso che mira a fare luce sui retroscena dell’acquisizione di Merrill Lynch da parte di Bank of America, una questione sulla quale la banca deve anche difendersi dall’azione intrapresa dalla Securities and Exchange Commission, ma che ha acceso anche un faro sulle attività delle agenzie di rating, in particolare di Moody’s dopo la testimonianza di un suo ex dirigente che ha dichiarato che la sorveglianza sui cosiddetti munibonds non era adeguata, una testimonianza che si aggiunge a quella di un ex analista che ha consentito di fare luce sulla questione del conflitto di interessi esistente nell’agenzia che da un lato forniva il giudizio sulle emissioni e dall’altro eseguiva ben remunerate consulenze volte a definire in ‘modo appropriato’ la struttura delle operazioni soggette a valutazione.

Entrambi gli ex dipendenti di Moody’s si erano rivolti alla Sec, che ha reso noto di avere in corso indagini su questa stessa delicatissima questione e di avere allo studio una riforma delle agenzie di rating volta a favorire maggiore concorrenza tra le agenzie, favorendo tra l’altro nuovi ingressi, e a evitare i conflitti di interesse.